Petrolio, il prezzo salirà a $80 al barile entro luglio? La previsione

Petrolio, il prezzo salirà a $80 al barile entro luglio? La previsione

Il petrolio continua ad oscillare, ma secondo gli analisti di Goldman Sachs il Brent potrebbe arrivare a toccare quota 80 dollari al barile entro il prossimo luglio: ecco perché.
Il petrolio rimane in balìa della volatilità: tra allarme inflazione, effetto Iran e preoccupazioni ancora diffuse sul lato della domanda, il Brent del Mare del Nord scambia in ribasso a 69,1 dollari al barile, dopo aver sfiorato quota 70 lo scorso venerdì. Continua la salita, invece, il texano Wti, che nelle ultime ore si è arrampicato fino a 66,9 dollari.

Secondo gli analisti di Goldman Sachs, però, il greggio potrebbe tornare a cavalcare un trend rialzista a stretto giro, con la banca USA che vede il Brent scambiare a 80 dollari al barile già il prossimo luglio: ecco perché.
Petrolio, il prezzo salirà a $80 al barile entro luglio?
Come accennato, è l’inflazione negli Stati Uniti, +4,2% lo scorso aprile, e i negoziati USA-Iran sul nucleare a gettare ombre sulla quotazione del greggio. Nel dettaglio, un accordo sull’asse Washington-Teheran potrebbe portare l’amministrazione Biden a rimuovere le sanzioni, con il flusso di esportazioni iraniane che arriverebbe – secondo le stime – a raddoppiare le vendite clandestine, fino a 2,5 milioni di barili al giorno, indebolendo la quotazione.

D’altra parte, da Goldman Sachs sostengono che le rimanenti scorte in eccesso e l’uscita dell’Iran dal grey market non saranno sufficienti a compensare l’aumento della domanda, visto il deficit di 1,8 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre dell’anno. Del resto, gli analisti della banca USA si attendono che la produzione iraniana riparta solo dal prossimo ottobre, arrivando a toccare quota 3,5 milioni di barili al giorno circa sei mesi dopo.
Secondo Goldman Sachs, inoltre, il mercato sta sottovalutando la ripresa della domanda, che dovrebbe arrivare a crescere fino a 4,6 milioni di barili al giorno entro la fine dell’anno, con buona parte dei guadagni attesi già nei prossimi tre mesi. Per questo, dopo aver disegnato un target price per il Q2 di 75 dollari al barile, la banca Usa parla ora di un possibile rally fino alla soglia degli 80 dollari.

Le stime sulla produzione Opec+
In ogni caso, in vista dell’aumento dell’export iraniano, gli analisti si attendono che l’Opec+ risponda all’accelerazione sospendendo per due mesi il tasso mensile di aumento della produzione di 0,5 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre, con percorso di de-stocking invariato.

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