Mercati in rosso in Asia. C’è ancora spazio per il rally di fine anno?

Mercati in rosso in Asia. C’è ancora spazio per il rally di fine anno?

I mercati prendono una pausa e scambiano in territorio negativo, con l’Asia in rosso. I trader stanno valutando Omicron, prossime mosse Fed e atteggiamento della Cina. Sarà rally di Babbo Natale o no?
Mercati oggi: le azioni scivolano e i titoli del Tesoro aumentano mentre gli investitori valutano le implicazioni economiche provenienti dall’epidemia di Omicron, diffusa soprattutto in Europa e negli USA.

Gli indici asiatici cadono in questo sentiment di incertezza, con il Giappone in rosso e i titoli tecnologici deboli a guidare un ritiro a Hong Kong. Anche la Cina vira in territorio negativo.

Martedì l’S&P 500 e il Nasdaq 100 si sono ritirati, facendo scattare quattro sessioni di guadagni. I volumi di scambio restano comunque esigui fino alla fine dell’anno in alcuni mercati.

Vediamo cosa succede oggi nelle principali Borse.
Mercati oggi scivolano su timore Omicron e non solo
Alle ore 8.11 circa, il Nikkei scambia negativo a -0,56% e gli indici cinesi Shenzhen e Shanghai perdono rispettivamente l’1,23% e lo 0,89%. Hong Kong va in rosso con un -1,11%.

Sebbene l’Asia abbia relativamente pochi casi di variante Omicron rispetto agli Stati Uniti e all’Europa, i timori stanno crescendo che il nuovo ceppo si diffonderà rapidamente. Il tasso di vaccinazione è di circa l’80% in Giappone, ma richiami sono appena iniziati.
In Cina i trader sono in osservazione della politica di controllo severo da parte di Pechino sulle vendite di azioni all’estero, oltre a monitorare con attenzione gli sviluppi del debito nel settore immobiliare. Mantenere la stabilità economica dopo un anno traballante sarà l’obiettivo del dragone nel 2022. Per questo, Governo e banca centrale dovrebbero agire per facilitare la ripresa.
Il rally di Babbo Natale ci sarà?
Wall Street ha avuto una giornata di negoziazione traballante, con l’S&P 500 appena al di sotto del suo ultimo record. La leggera perdita ha interrotto una serie di guadagni di quattro giorni per l’indice, che lunedì ha fissato il massimo storico. Il Dow Jones è salito dello 0,3% e il Nasdaq è sceso dello 0,6%.

Circa il 60% delle società nell’S&P 500 è aumentato, ma una flessione nei titoli tecnologici, sanitari e di comunicazione ha superato i guadagni nelle aziende industriali, nei produttori di articoli per la casa e in altre parti del mercato.

“Abbiamo avuto quattro giorni consecutivi di movimento al rialzo” ha affermato Sam Stovall, capo stratega degli investimenti presso CFRA. “Gli investitori stanno tenendo le dita incrociate sul fatto che finiremo con un rally di Babbo Natale positivo.”

Questo è ciò che Wall Street chiama un rialzo negli ultimi cinque giorni di dicembre e nei primi due giorni di negoziazione di gennaio. Dal 1950, l’indice S&P 500 è aumentato in media dell’1,3% durante quella settimana. Se il rally di Babbo Natale non si palesa, per alcuni trader è un presagio che le azioni potrebbero scendere nell’anno che verrà.

Il 2022 si preannuncia cruciale per i mercati per almeno 3 motivi: Covid e varianti, rialzo dei tassi della Federal Reserve e mosse politiche ed economiche della Cina.

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